Gusti.A.Mo19 - Si è conclusa la quarta edizione

Nel talk show di apertura dedicato ai suoni del cibo, un elogio a Modena città virtuosa

LAVORARE INSIEME PER CRESCERE ANCORA: LO SVILUPPO DEL TERRITORIO AL CENTRO DELLA QUARTA EDIZIONE DI GUSTI.A.MO

Successo di pubblico ha caratterizzato le due giornate dedicate alle attività di piazza, alle degustazioni e alle visite ai produttori

"Lavorare insieme, affinché il territorio di Modena, con le sue 24 denominazioni DOP e IGP possa divenire ancora più strategico all’interno dell’economia regionale e nazionale". Questo il messaggio che il Presidente di Piacere Modena Pierluigi Sciolette ha lanciato lo scorso venerdì durante il talk show dedicato ai “Suoni del Cibo” ospitato nelle prestigiose sale dell’Accademia Militare di Modena all’interno del Palazzo Ducale che ha di fatto inaugurato Gusti.a.Mo19. La quarta edizione della manifestazione organizzata da Piacere Modena con il patrocinio del Comune di Modena, della Provincia di Modena, della Regione Emilia Romagna e della Camera di Commercio di Modena, è stata introdotta dall’esibizione degli alunni delle scuole medie G. Carducci che hanno preso parte al progetto “I suoni del cibo” realizzato dal Prof. Fabio Vetro e dopo i saluti istituzionali previsti del Colonnello Guido Orsolini Orsolini capo di stato Maggiore dell’Accademia Militare di Modena, dell'Assessore alle Attività economiche, Turismo e promozione della città Ludovica Ferrari, del Presidente della Camera di Commercio di Modena Giuseppe Molinari e del Presidente di Piacere Modena Pierluigi Sciolette, il conduttore Leo Turrini, giornalista e scrittore, è entrato nel vivo con gli interventi degli ospiti Vincenzo Russo Professore di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing alla IULM di Milano, di Tinto conduttore di Decanter su Radiodue Rai e Cesare Clò, proprietario del ristorante di Pavarotti Europa 92. 

 

“A Modena abbiamo un patrimonio unico, fatto di ben 24 denominazioni tra DOP e IGP – ha dichiarato Sciolette – tuttavia ci siamo resi conto che lavorando in modo indipendente, ciascuno per sé, non si riusciva a costruire niente che potesse renderci strategici. Si è pertanto reso necessario intraprendere iniziative unitarie in modo di sviluppare un marchio territoriale come Piacere Modena, che riunisce tra i suoi soci i consorzi delle predette denominazioni i quali a loro volta rappresentano ciascuno una quota tra l’80% ed il 100% dei produttori delle rispettive denominazioni. Da cotanta unione di intenti, supportati dalle Istituzioni locali e della Regione Emilia Romagna, si è riusciti a portare il settore agroalimentare di Modena a livelli di grande importanza strategica a livello nazionale. Credo – ha concluso – che il nostro territorio possa crescere ancora: il settore agroalimentare è stato tra quelli che meglio hanno retto alla crisi del 2008, può vantare centinaia di imprese attive e migliaia di occupati ed è un pilastro su cui si fanno forti anche le altre attività, industriali e commerciali di vario genere, della provincia modenese”.

 

E della centralità dell’agroalimentare modenese ha parlato altresì l’Assessore Regionale all’Agricoltura Simona Caselli, nell’intervento che ha raccolto le conclusioni del predetto talk show. “Abbiamo su questo territorio una grande ricchezza di prodotti universalmente famosi – ha commentato – e tra questi ci sono in primis il cibo ma anche la musica, che ci rende immediatamente riconoscibili ovunque. Tuttavia, dobbiamo concentrarci su come comunicare la qualità dei nostri prodotti, che viene capita se viene raccontata in un certo modo; con questa edizione di Gusti.a.Mo abbiamo imparato che si può fare anche enfatizzandone la componente emozionale con la musica. Trattasi dell’ennesima dimostrazione di quanto l’unione di intenti verso un fine comune di promozione del territorio e delle sue eccellenze sia capace di creare realtà virtuose, tra cui Modena ha saputo ascriversi. Anche perché è riuscita a presentarsi con un linguaggio fresco e comprensibile a tutti, dimostrando anche di saper governare nuovi meccanismi di comunicazione, che hanno permesso anche a piccole imprese di avere un proprio spazio. Abbiamo prodotti straordinari, una quota export di 7,7 miliardi di euro che da solo rappresenta il 15% di tutto l’export nazionale, ma non ci deve bastare: le attività delle aziende del territorio possono essere implementate con altre legate al turismo ed all’agroalimentare andando di fatto a riempire gli spazi di mercato ancora disponibili”.  

 

In una comunicazione integrata e capace di far coesistere linguaggi diversi crede anche il  Presidente della Camera di Commercio di Modena Giuseppe Molinari: “non posso che sottoscrivere ogni proposta di collaborazione che abbia come finalità la promozione di Modena e delle sue eccellenze – ha sottolineato – che oltre ad essere uno strategico distretto del cibo è anche un ottimo esempio di come lavorare congiuntamente possa essere remunerativo per tutto il sistema. Ritengo che alla base di tale attitudine ci sia la volontà a più livelli di veicolare una cultura, più che un concetto economico. Le produzioni modenesi sono in molti casi l’evoluzione di una tradizione che si perpetra da secoli, tramandata nelle famiglie che hanno saputo mantenerne intatti i valori, seppur adeguandosi alle innovazioni che il tempo richiede per rimanere competitivi”.

 

Intanto, la formula ormai consolidata di Gusti.a.Mo, che ha dimostrato di saper mettere proficuamente in pratica le suddette prescrizioni, porta a casa un nuovo successo di pubblico: le migliaia di visitatori intervenuti nel weekend dedicato al cibo ed alla musica, hanno mostrato ampio apprezzamento per le visite presso i luoghi di produzione ed i musei del cibo della provincia modenese, aperti straordinariamente per l’occasione. Ma anche per i laboratori, le degustazioni e l’aperitivo in musica con i panini d’arte di Daniele Reponi nella nuova location in Piazza Roma e l' esibizione degli alunni delle scuole medie Carducci che hanno partecipato al progetto “I suoni del cibo” guidati dal Professor Vetro.

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